
LA SCUOLA
La Scuola dell’Infanzia Angelo e Sebastiano Bacchini è una scuola paritaria dal 2001, con decreto n. 488/5426 ai sensi dell’articolo 36-37 del C.C.
Dall’Anno Scolastico 2023-2024 è stata attivata la Sezione Primavera per i bambini che hanno compiuto 2 anni.
La scuola A. e S. Bacchini fa parte della FISM, Federazione Italiana Scuole Materne ed è una scuola di ispirazione cristiana, come dichiarato nell’art. 2 dello Statuto.
Attualmente è gestita da un’Associazione Genitori, rappresentata da un Comitato di Gestione, eletto dall’assemblea di tutti i genitori-soci.

La Scuola dell’Infanzia A. e S. Bacchini di Garda ebbe origine il 3 giugno 1887. Venne eretta a Ente Morale il 15 settembre 1895 con denominazione “Don Giulio Boccali”; l’edificio era ubicato in via Gaino. La direzione e la conduzione di tale opera era affidata alle suore Elisabettine di Padova. In seguito, con decreto datato 13 giugno 1907, a firma di re Vittorio Emanuele terzo, una nuova struttura scolastica costruita in via Vittorio Abrile, prese la denominazione “Umberto Principe di Piemonte”.
Il 7 ottobre 1972 fu costituita l’associazione “Scuola Materna A. e S. Bacchini”, quale Ente direttivo. Nel 1973, grazie alla benemerita opera della contessa Bacchini Dalle Palme, venne costruito in via A. Volta 43 l’attuale edificio con la denominazione Scuola Materna “A. e S. Bacchini” di proprietà della Parrocchia di Garda.
La Mission
La scuola A. e S. Bacchini è una scuola paritaria cattolica aperta a tutti. L’ispirazione cristiana della nostra scuola considera i genitori i primi e principali responsabili della vita e dell’educazione dei figli e ha come primo e fondamentale obiettivo quello di dare ai bambini che la frequentano la possibilità di fare esperienze positive, piacevoli e costruttive per essere educati ai valori cristiani della vita. La scuola dunque, ispirandosi ad una visione cristiana della persona, della vita e dell’educazione, si caratterizza per una proposta culturale finalizzata alla formazione integrale dei bambini e delle bambine nelle dimensioni corporea, psichica e spirituale.
Si propone di soddisfare i bisogni relazionali, affettivi e cognitivi dei bambini, oltre che la loro cura e il loro accudimento. L’idea di bambino è quella di un soggetto attivo, protagonista della sua crescita a cui verrà offerta la possibilità di costruire attivamente un rapporto significativo ed equilibrato tra sé e l’ambiente circostante.


La scuola dell’infanzia si rivolge a tutti i bambini e le bambine tra i tre e sei anni di età in risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea.
La nostra Scuola dell’Infanzia si avvale delle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (2012) e del documento “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” (2018) che stabiliscono le finalità della scuola dell’infanzia ossia:
- consolidare l’identità
- sviluppare l’autonomia
- acquisire competenze
- vivere le prime esperienze di cittadinanza
- i traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai campi d’esperienza: suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza che va intesa in modo globale e unitario;
- i campi di esperienza intesi come campi del fare e dell’agire che offrono specifiche opportunità di apprendimento.
La Didattica in itinere
Da anni Fism invita a seguire una Progettazione in Itinere promuovendo corsi di formazione; molte scuole hanno già adottato tale progettazione.
A partire dall’anno scolastico 2023/2024 anche la nostra Scuola ha scelto di sperimentare e adottare una DIDATTICA in ITINERE.
Questo tipo di Progettazione non prevede un percorso rigido e già definito, con attività pensate ed organizzate esclusivamente dall’adulto, ma si adatta, cambia e si ridefinisce sulla base dei bisogni, degli interessi, delle idee e delle domande che scaturiscono dai bambini.
Le insegnanti e le educatrici devono imparare ad ascoltare il verbale e a cogliere il non verbale per dare rilanci, intervenire con domande generative e sostenere i bambini nel loro processo di apprendimento.
Lo spazio diventa terzo educatore, flessibile, ricco di stimoli e materiali per incoraggiare i bambini ad esplorare, riflettere, cercare e trovare soluzioni creative.

